Alessandro Manzoni - Opera Omnia >>  Ode amorosa


 



 

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Qual su le Cinzie cime
alta sovrasta a le minori Oreadi
col guardo, e col sublime
d'auree frecce sonante omero Delia;
e appar, movendo per la sacra riva
veracemente Diva;

tal prima a gli occhi miei
non ancor dotti d'amorose lagrime
appariva costei
vincendo di splendor l'emole vergini
per mover d'occhi dolcemente grave
e per voce soave.

Da gl'innocenti sguardi
che ancor lor possa e gli altrui danni ignorano,
escono accesi dardi,
non certi men, né di più leve incendio,
se dal fronte scendendo il crine avaro
lor fa lene riparo.

Non altrimenti in Cielo
febo sorgendo, di dorata nuvola
a' suoi splendor fa velo,
che vincitor superbi indi sfavillano;
e la terra soggetta, in suo viaggio,
tinge di dubbio raggio.

Oh qual tutta di nove
fatali grazie ride allor che l'invido
crin col dito rimove!
e doppio appresta di beltà spettacolo
sul fronte schietto trascorrendo lieve
con la destra di neve.

Né tacerò te bella
bocca gentil fonte di riso ingenuo,
e di cara favella;
e in cui prepara, ahi per chi dunque! Venere
i casti baci, e le punture ardite
e le dolci ferite.

Me con queste possenti
arme assaliva il fanciulletto Idalio
mentr'io per le fiorenti
Ascree piagge scorrea lungo l'aonie
secrete acque, onde a me l'adito schiuse
il favor delle muse.

Ahi! né valido usbergo
gli aspri precetti di Zenon mi furono;
né dar fuggendo il tergo
al Dio mi valse, che trionfo nobile
me in suo regno ponea, fatto possente
del core e de la mente.

Né vuol ch'io canti rossa
di sangue Italia, onde ancor pochi godano;
né di plebe commossa
le feroci vendette, ed i terribili
brevi furori, e i rovesciati scanni
dei tremanti tiranni.

Ma a dir m'insegna come
trasse dai gorghi del paterno Oceano
le ruggiadose chiome,
sul mar girando i rai lucenti Venere,
a la mirante di Nereo famiglia
invidia e maraviglia.

E il Zefiro lascivo
che ne le zone de l'incaute vergini
scherzar gode furtivo,
onde i pastor malignamente ridono;
e a lor la guancia bella e vergognosa
tinge virginea rosa.

EDIZIONE DI RIFERIMENTO: "Tutte le poesie, 1797-1872", a cura di Gilberto Lonardi e Paola Azzolini, Marsilio editore, Venezia, 1992







 

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